Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 9

 Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 9

 

 Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 9Il palo di Rensenbrink

(What if…)

Il 25 giugno 1978 si giocò la finale del Campionato del mondo di calcio allo stadio Monumental di Buenos Aires.

L’Argentina viveva uno dei periodi più oscuri della sua storia, sotto il tacco della dittatura di Jorge Videla e dei suoi Generali e si apparecchiò la manifestazione più popolare del mondo per vincerla e usare la Coppa a scopi propagandistici.

Durante il mundial proseguivano i voli della morte, e le grida di dolore di studenti e oppositori torturati erano coperte da quelle di esultanza dei tifosi per un gol.

La partita fu particolarmente violenta e indirizzata a una vittoria dei padroni di casa che rimasero in vantaggio fino al minuto 82 quando Nanninga pareggiò e il gelo calò nello stadio pronto alla festa.

Al novantesimo minuto, in un’azione particolarmente confusa, la palla calciata dall’olandese Rensenbrink colse il palo mandando le squadre ai supplementari dove prevalsero gli argentini e gli olandesi persero la seconda finale consecutiva nonostante il loro gioco innovativo e brillante.

Riguardando le immagini penso a come la Storia sarebbe potuta cambiare.

Sì, la Storia perché quella non era una partita normale, ma un enorme esercizio di propaganda e, immaginando il cambio di traiettoria della sfera, vedo la festa dei giocatori olandesi, il disgusto della Giunta sulle tribune e forse… forse… il popolo argentino avrebbe reagito diversamente nei mesi successivi, pervasi da una gioia insana e una propaganda martellante.

Come è noto, la Storia non si fa con i se e il palo di Rensenbrink rimarrà per sempre un aneddoto, affascinante ma sempre e solo un aneddoto.

 Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 9Il Paziente olandese

(dal Corriere della Sera)

Rimaniamo nei Paesi Bassi e parliamo di virus.

Il mondo è di nuovo preoccupato di avere a che fare con mascherine, lockdown, virostar e quarantene per un focolaio di Hantavirus scoppiato su una nave da crociera.

Il paziente zero era Leo Schilperoord, un settantenne ornitologo olandese con la passione degli uccelli rari che, sceso dalla nave, si recava in visita alla fortemente contaminata discarica di Ushuaia per osservare dei rari uccelli necrofagi, tra cui il Caracara dalla gola bianca.

Ho sempre guardato con simpatia gli ornitologi, personaggi silenziosi, armati di binocolo e taccuini che in parchi o valli alpine dall’aria incontaminata spiano le abitudini di passeri o aquilotti.

Poi arriva questo disgraziato che, invece di portare sua moglie a fare una passeggiata in città o bersi una birra, se ne va in una discarica talmente infetta che quelle indiane o africane potrebbero essere paragonate a parchi di divertimento.

E il Caracara dalla gola bianca potrebbe costarci carocaro.

Speriamo bene.

 Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 9

 

“‘Un me ne ‘nfischio”

(Musica, da Il Giornale)

Eurovision, Sal Da Vinci spacca. Senhit non passa il turno.

“Chi se ne ‘nfischia!”

Poteva andare peggio

(da Today Bari-Andria-Trani 13 maggio)

Immaginiamo la seguente scena.

Un bambino a passeggio in un pomeriggio qualunque insieme a un suo amichetto; giunti nei pressi della chiesa di Santa Maria Addolorata alle Croci (tanto per calarci nell’atmosfera di quello che sarebbe accaduto) vengono assaliti all’improvviso da un cane che, saltato fuori da un finestrino di una macchina in sosta, morde il ragazzino a una gamba e ritorna in macchina come se niente fosse.

 Il Sabato del Villaggio Globale – Numero 9Dopo il danno la beffa.

Il proprietario della mordace bestiola lancia una banconota da venti euro come risarcimento e si allontana.

Per fortuna la surreale vicenda raccontata non termina così e il bel tomo viene rintracciato dal numero di targa e si prenderà (si spera!) una denuncia per lesioni.

Poteva andare molto peggio vista la caratura morale del risarcitore; meno male aveva i venti euro in biglietto cartaceo. Se li avesse dovuti prendere dal portamonete poteva lapidare lo sfortunato bambino a colpi di monete da 1 euro o 50 centesimi.

Il bambino è stato poi medicato con solerzia al Pronto Soccorso cavandosela solo con un grande spavento e 20 euri in più con cui potrà terminare l’album di figurine da collezione Cani del mondo.

Autore

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*