“La generazione perduta” stasera su Rai Storia: il documentario su Carlo Rivolta e l’eroina negli anni ’70

"La generazione perduta" stasera su Rai Storia: il documentario su Carlo Rivolta e l'eroina negli anni '70Un giornalista in prima linea

Negli anni ’70, l’Italia si trova travolta da un’emergenza silenziosa. L’eroina dilaga nelle città, colpisce soprattutto i giovani. Carlo Rivolta, uno dei giornalisti più lucidi del suo tempo, è tra i primi a raccontare questo fenomeno.

Rivolta non si limita a descrivere i fatti. Intuisce le dinamiche profonde di quella crisi. Soprattutto, le mette in relazione con qualcosa di più grande: il naufragio dei movimenti nati dalla spinta del Sessantotto.

La voce di una generazione in caduta libera

Quella di Rivolta è dunque una testimonianza doppia. Da un lato, il giornalista osserva e racconta. Dall’altro, appartiene alla stessa generazione che sta sprofondando. È voce di chi cade, non di chi guarda dall’esterno.

Tuttavia, la consapevolezza non basta a proteggersi. Anche chi capisce, anche chi denuncia, può essere travolto. Questa è forse la riflessione più amara che emerge dalla sua storia.

Il documentario di Marco Turco

A raccontare tutto questo è Marco Turco con il documentario La generazione perduta. Turco è un regista noto per il suo sguardo attento ai fenomeni sociali e storici italiani. Il film ricostruisce un’epoca attraverso la figura di Rivolta, usandola come chiave interpretativa di un intero decennio.

Il documentario fa parte del ciclo Documentari d’autore, una rassegna dedicata a opere che uniscono rigore storico e linguaggio cinematografico.

Quando vederlo

La generazione perduta va in onda sabato 28 febbraio alle 23.00 su Rai Storia. Si tratta quindi di un appuntamento per chi vuole capire meglio gli anni ’70 italiani. Non solo come decennio di piombo e terrorismo, ma anche come stagione di derive personali e collettive.

In definitiva, il documentario offre uno spaccato preciso di un’Italia che cercava se stessa. E spesso si perdeva lungo la strada.

Autore

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*