Il cuore selvaggio della Calabria torna protagonista sul piccolo schermo con un racconto profondo e necessario. Le Serre Calabresi rappresentano una catena montuosa suggestiva che sorge nel punto più stretto della regione. Questo territorio si estende tra l’Aspromonte e la Sila, toccando le province di Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria. La regista Lucrezia Lo Bianco ha deciso di esplorare questi luoghi nel documentario intitolato “Serre Calabresi, la scelta di restare”. L’opera viene trasmessa in prima visione stasera, mercoledì 15 aprile, alle ore 23:25 su Rai 5.
Un patrimonio naturalistico tra faggi e abeti secolari
Le Serre sono un vero scrigno di tesori naturali spesso ignorati dai grandi flussi turistici. Il paesaggio si caratterizza per la presenza di fitti boschi di faggi e abeti bianchi. In queste zone la natura domina ancora sovrana, offrendo scenari di rara bellezza tra corsi d’acqua e sentieri storici. Oltre alla componente ambientale, il territorio custodisce eccellenze archeologiche e artistiche di grande rilievo. La spiritualità ha radici profonde in queste vallate, dove il silenzio favorisce da secoli la riflessione e la preghiera.
Tuttavia, la bellezza del paesaggio contrasta con le difficoltà vissute durante il secolo scorso. Dopo un periodo di splendore economico sotto i Borbone, l’area ha subito un forte declino. Il Novecento è stato segnato da una massiccia emigrazione che ha svuotato i centri abitati. Lo spopolamento ha messo a rischio l’identità stessa di molti piccoli comuni calabresi. Nonostante queste ferite, il territorio conserva una forza vitale che attende solo di essere riscoperta dal grande pubblico.
La restanza e il pensiero di Vito Teti
Il documentario si sofferma su un concetto culturale molto importante definito dall’antropologo Vito Teti. Si tratta della “restanza”, un termine che oggi compare ufficialmente nel vocabolario Treccani. Questa parola descrive la scelta consapevole di chi decide di non abbandonare la propria terra d’origine. Non è una scelta passiva, ma un atto di resistenza civile e culturale estremamente dinamico. Chi resta deve infatti reinventare il proprio modo di abitare e produrre in contesti spesso marginali.
Lucrezia Lo Bianco incontra diverse persone che hanno fatto del ritorno o della permanenza una missione di vita. Alcuni protagonisti sono tornati dopo anni trascorsi lontano, portando nuove competenze e visioni fresche. Altri invece non se ne sono mai andati, lottando quotidianamente per mantenere vivi i legami comunitari. Queste voci narrano un Sud diverso, lontano dai soliti stereotipi legati esclusivamente al disagio o alla rassegnazione.
Nuovi percorsi per un territorio da valorizzare
Le Serre Calabresi non vogliono più essere considerate un’area periferica e isolata dal resto del Paese. Per questa ragione, il documentario analizza le potenzialità di sviluppo legate a un turismo sostenibile e consapevole. Gli intervistati immaginano nuovi percorsi che mettano al centro la storia e la cultura locale. La narrazione di chi ama immensamente questi luoghi diventa uno strumento per costruire un futuro differente.
In conclusione, la messa in onda su Rai Cultura offre una preziosa occasione per conoscere meglio l’entroterra calabrese. Il viaggio filmico permette di comprendere meglio i dilemmi di chi vive in montagna oggi. Ogni testimonianza raccolta contribuisce a definire il valore immenso di una terra ricca di dignità. Si tratta di un appuntamento televisivo imperdibile per chiunque voglia esplorare l’anima più autentica dell’Italia meridionale.
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