“L’Italia della Repubblica” stasera su Rai 5: le migrazioni interne che hanno cambiato l’Italia

Il grande esodo del dopoguerra torna in tv. Mercoledì 18 febbraio, alle 18.35, Rai 5 trasmette la puntata intitolata “Un popolo di emigrati”, parte della serie documentaristica L’Italia della Repubblica. L’episodio racconta uno dei fenomeni più intensi del XX secolo: le migrazioni interne italiane.

Il treno del sole: simbolo di un’epoca

Tra il 1951 e il 1960, oltre due milioni di persone abbandonano il Mezzogiorno. Si spostano verso le città del nord o all’estero, in cerca di lavoro e di una vita migliore. Il mezzo che li porta è il cosiddetto treno del sole, diventato il simbolo di quella stagione di spostamenti di massa.

Si parte dalla Puglia, dalla Sicilia, dalla Campania. Tuttavia, anche il settentrione ha i suoi emigranti. Il Sud diventa, di conseguenza, il principale serbatoio di manodopera per il triangolo industriale formato da Milano, Torino e Genova.

Campagne spopolate e città sovraffollate

Gli effetti di questo esodo sono immediati e visibili. Le campagne si svuotano, mentre le città del nord si riempiono rapidamente. Emergono così evidenti problemi di sovraffollamento e di insufficienza dei servizi pubblici.

Chi parte porta con sé poco. In tasca, spesso, c’è solo l’indirizzo di un compaesano che può ospitarti. Si vive in pensioni, locande, a volte in soffitte. L’integrazione, inoltre, non è affatto semplice. I “meridionali” vengono spesso guardati con diffidenza. Ci vorrà del tempo perché la convivenza si normalizzi e la società italiana trovi un nuovo equilibrio.

Questo tema è approfondito anche dalla storiografia recente. Gli storici, infatti, hanno a lungo analizzato come il miracolo economico italiano abbia prodotto trasformazioni sociali profonde e non prive di tensioni.

Testimoni e storici a confronto

La puntata è introdotta da Paolo Mieli e si avvale del contributo di diverse voci autorevoli. Lo storico Piero Bevilacqua e il demografo Antonio Golini — scomparso nel 2025 — offrono dati e interpretazioni sul fenomeno migratorio. Anche il giornalista e scrittore Goffredo Fofi, anch’egli scomparso nel 2025, porta il suo sguardo critico e letterario.

A questi si aggiunge lo storico Emilio Franzina, esperto di emigrazione italiana. Insieme, offrono un quadro articolato di quegli anni di profondo cambiamento.

La voce di Ernesto Olivero

Un contributo particolare arriva da Ernesto Olivero, intervistato da Michele Astori. Olivero aiuta a comprendere l’impatto dei movimenti migratori sulle città del nord. Parla, in concreto, delle vite degli italiani che hanno raggiunto Torino e Milano negli anni Sessanta.

La sua testimonianza rende il racconto più vicino alle persone reali. Non solo numeri e statistiche, quindi, ma anche storie di vita vissuta.

Perché vale la pena guardarlo

“Un popolo di emigrati” è un episodio che aiuta a capire le radici dell’Italia contemporanea. Molte delle trasformazioni demografiche, culturali e sociali del paese trovano origine proprio in quegli anni. Guardarlo significa, in un certo senso, guardare alle fondamenta di ciò che siamo diventati.

L’appuntamento è per stasera, mercoledì 18 febbraio alle 18.35, su Rai 5.

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