“Lo scannacristiani”: stasera su Rai 3 il documentario su Giovanni Brusca, il boss che uccise Falcone

Il doc che racconta trent’anni di storia criminale italiana

Sabato 23 maggio è la Giornata della Legalità. È anche la data che nessun italiano dimentica. Trent’anni fa, sull’autostrada A29, una carica di tritolo uccise Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta.

Quella strage la ordinò e la eseguì Giovanni Brusca. Oggi Brusca è un uomo libero, uscito di prigione per fine pena. Proprio stasera, alle 18.00, Rai 3 manda in onda il documentario “Lo scannacristiani. La cattura di Giovanni Brusca”.

Il tempismo non è casuale. È un atto di memoria collettiva.

Chi era davvero Giovanni Brusca

Brusca non era un semplice killer. Era uno degli uomini più temuti di Cosa Nostra, il braccio armato dei corleonesi.

Dalla metà degli anni Settanta fino alla sua cattura, a metà anni Novanta, ha commesso e ordinato circa 150 omicidi. Centocinquanta vite spezzate in vent’anni.

Tre delitti, però, pesano più degli altri. Tre episodi che hanno segnato in modo irreversibile la storia del nostro Paese.

La strage di Via Pipitone, Capaci e il piccolo Di Matteo

Il primo è la strage di Via Pipitone, nota anche come delitto Chinnici. Il secondo è la strage di Capaci. Il terzo è tra i più strazianti della storia della criminalità organizzata italiana: il sequestro e l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio di un collaboratore di giustizia, sciolto nell’acido.

Il documentario affronta tutti e tre questi episodi senza sconti. Lo fa, però, con equilibrio e rispetto.

La struttura del documentario

Il doc è prodotto da Indigo Stories in collaborazione con Rai Documentari. La regia è di Alessandro Galluzzi. Il testo è di Antonio Plescia.

La narrazione abbraccia vent’anni di storia criminale. Parla di affiliazione mafiosa, di sangue, di latitanza e poi di resa. Brusca, infatti, ha poi scelto di collaborare con la giustizia. È stato il primo grande pentito della cosiddetta mafia vincente, quella dei corleonesi. Una svolta che ha cambiato le regole del gioco nella lotta alla criminalità organizzata in Italia.

Le voci del racconto

Il documentario intreccia punti di vista molto diversi tra loro. Da un lato c’è Brusca stesso, che parla in prima persona. Dall’altro ci sono i magistrati, i poliziotti, gli investigatori della Catturandi di Palermo. Tutti quelli che lo hanno inseguito per anni e poi gestito la sua collaborazione con lo Stato.

Tuttavia, il punto di vista più importante rimane quello delle famiglie delle vittime. Il documentario riserva loro uno spazio significativo. Ed è giusto che sia così.

Perché vale la pena vederlo stasera

Non si tratta solo di un racconto poliziesco. È un documento storico su un pezzo oscuro dell’Italia repubblicana.

Guardarlo stasera, nel giorno della Giornata della Legalità, significa non voltarsi dall’altra parte. Significa ricordare chi ha perso la vita per difendere lo Stato. Significa capire, anche, come funziona il meccanismo della collaborazione con la giustizia e perché è così importante.

“Lo scannacristiani. La cattura di Giovanni Brusca” va in onda sabato 23 maggio alle 18.00 su Rai 3.

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