Sei giorni, tre location e decine di artisti internazionali. Modena diventa la capitale della musica dal vivo con la prima edizione italiana di Jazz Open, storico festival nato a Stoccarda trent’anni fa.
Un debutto atteso da tutta Europa
Dopo tre decenni di successi in Germania, il festival ideato da Jürgen Schlensog arriva finalmente nella Penisola. La formula resta quella vincente chiamata “Jazz & Beyond”. Un mix che spazia dal jazz classico al pop, passando per soul, rock ed elettronica.
L’appuntamento è dal 13 al 18 luglio 2026. Tre le location coinvolte: Piazza Roma, il Baluardo della Cittadella e il Giardino Ducale Estense.
Piazza Roma, il cuore del festival
Sotto lo sguardo del maestoso Palazzo Ducale sorge il main stage. Un palco largo 29 metri pensato per le grandi produzioni internazionali. Qui si alterneranno gli headliner più attesi.
Si parte il 13 luglio con il doppio concerto di Gregory Porter e Diana Krall. Il giorno seguente tocca a Moby, atteso per la sua unica data italiana. Il 15 luglio la piazza si trasforma in un dancefloor con Parov Stelar e Meute.
Il 16 luglio è la volta di Jamie Cullum e Joss Stone, mentre il 17 luglio torna a Modena Luca Carboni dopo sette anni di assenza. Gran finale il 18 luglio con Jean-Michel Jarre, che celebra i cinquant’anni dell’album Oxygène.
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Il jazz più autentico al Baluardo
Per chi cerca sonorità più intime, il Baluardo ospita la programmazione jazzistica del festival. Tra i nomi in cartellone Emma Smith, Francesca Tandoi, Andrea Sabatino, i Mammal Hands, Aaron Parks e Hervé Samb & Band.
Ogni serata racconta una sfumatura diversa del jazz contemporaneo. Dal bebop rivisitato all’incontro tra improvvisazione e percussioni africane.
Open Stages, la scena emergente è gratuita
Il Giardino Ducale Estense diventa invece la casa degli Open Stages. Concerti a ingresso libero dedicati agli artisti più innovativi e sperimentali.
Tra i protagonisti Alex Fernet, R.Y.F., Sleap-e, Laura Agnusdei, Godblesscomputers e i C’mon Tigre. Un percorso costruito con Emilia-Romagna Music Commission per valorizzare i talenti del territorio.
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Un impatto che va oltre la musica
Jazz Open Modena non è solo un evento artistico. Più del 20% del pubblico arriverà dall’estero, con turisti da Germania, Messico, Australia e persino Taiwan. Il 47% degli spettatori arriverà invece da fuori regione.
Numeri che raccontano un festival capace di generare ricadute concrete sull’economia locale. Ristorazione, ospitalità, commercio e servizi beneficeranno dell’afflusso di visitatori.
Fondamentale in questo senso la collaborazione con Modenamoremio, che attiverà una rete di attività commerciali convenzionate in città. Per organizzare al meglio la trasferta modenese, può essere utile anche la sezione guide del sito, con consigli pratici su cosa fare in zona.
Il festival, dopo aver conquistato la Germania con oltre 60mila presenze annuali, si prepara così a scrivere un nuovo capitolo della sua storia proprio a Modena.
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