Paolo Mieli e Antonella Bellantuono spiegano l’Apocalisse tra fede, speranza e rivelazione
Oggi, lunedì 30 marzo, Passato e Presente affronta un tema centrale della cultura occidentale: l’Apocalisse.
La puntata va in onda alle 13:15 su Rai 3 e in replica alle 20:30 su Rai Storia, con la conduzione di Paolo Mieli e la partecipazione della professoressa Antonella Bellantuono.
Il programma, prodotto da Rai Cultura, offre un viaggio storico e teologico sul significato autentico di un termine spesso frainteso.
Oggi “apocalisse” viene usato per indicare una catastrofe o un evento distruttivo, ma la parola, dal greco apocàlypsis, significa in realtà rivelazione o svelamento.
Per gli antichi, l’Apocalisse non rappresentava la fine del mondo, bensì la speranza in una giustizia divina destinata a prevalere sul male.
Un messaggio che conserva una sorprendente attualità, in un tempo attraversato da crisi e timori globali.
il genere apocalittico: un messaggio di fede nei secoli
Il genere apocalittico nasce tra il II secolo avanti Cristo e il II secolo dopo Cristo, in un periodo di instabilità politica e religiosa.
Attraverso immagini simboliche, visioni e profezie, trasmetteva una fiducia incrollabile nell’azione di Dio contro il male.
Questo linguaggio si diffonde tra Ebrei e Cristiani, diventando un ponte tra l’Antico e il Nuovo Testamento.
In particolare, il libro del profeta Daniele rappresenta una delle prime espressioni di questo stile.
Più tardi, nel libro di Enoch, testo considerato apocrifo, il tema della rivelazione assume sfumature mistiche e cosmiche.
Il momento culminante arriva nel Nuovo Testamento con l’Apocalisse di Giovanni, nota anche come Libro della rivelazione.
Il testo narra la visione dell’Apostolo Giovanni, che contempla Dio sul trono, l’Agnello di Dio e un misterioso libro sigillato con sette sigilli.
Il suo linguaggio enigmatico e altamente simbolico lo rende uno dei testi più complessi e affascinanti dell’intera Bibbia.
un tema ancora attuale tra fede e interpretazione
La puntata di Passato e Presente propone una riflessione sull’eredità culturale e teologica dell’Apocalisse.
Paolo Mieli e Antonella Bellantuono analizzano come il significato della “rivelazione” si sia trasformato nei secoli, passando dall’attesa religiosa alla rappresentazione della fine.
Ma, come sottolinea la studiosa, l’Apocalisse nasce per rivelare la vittoria del bene e la speranza nel futuro, non per generare paura.
L’incontro tra storia, teologia e linguaggio simbolico mostra la forza duratura di un messaggio che parla ancora al presente.
Chi volesse approfondire i temi trattati può consultare le risorse online di o leggere l’intero Libro della Rivelazione sul portale della .
la forza della rivelazione secondo Passato e Presente
Con linguaggio chiaro e rigore storico, Passato e Presente accompagna lo spettatore alla scoperta di un concetto che unisce fede e ragione.
L’Apocalisse, dunque, non racconta la distruzione del mondo ma la rivelazione di una verità salvifica, destinata a dare senso alla storia umana.
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