Gli scrittori sono tutti matti
Dopo aver studiato decine di biografie per un programma televisivo sui libri, Claudio ha fatto una scoperta. Gli scrittori hanno vissuto vite difficili. Hanno affrontato guerre mondiali, povertà e traumi infantili. Inoltre, hanno sperimentato amori tragici non corrisposti.
Claudio stesso è uno scrittore. Ha un figlio di quattro anni che mostra già interesse per la scrittura. Questo lo preoccupa profondamente.
Un dilemma da padre
Il dilemma anima lo spettacolo teatrale “La malattia dell’ostrica”. Come dovrebbe comportarsi un padre scrittore? La sua prima reazione è drastica: vietare l’uso della penna. Vuole censurare la poesia del figlio.
Tuttavia, Claudio va oltre. Critica il sistema educativo che obbliga i bambini a studiare autori che si sono tolti la vita. Si parla di Cesare Pavese, morto per overdose di sedativi in una stanza d’albergo. Emilio Salgari si è ucciso con un rasoio. Giovanni Pascoli è morto di cirrosi epatica.
La metafora dell’ostrica
Perché ci concentriamo sulla bellezza della perla? Spesso nascondiamo ai figli la malattia dell’ostrica che la produce. Questa metafora è centrale nello spettacolo.
Attraverso incursioni nella vita dei grandi autori, Claudio cerca risposte. Trova un modo per accompagnare suo figlio nell’adolescenza. Allo stesso tempo, compie un viaggio nella propria giovinezza. Ricorda come i libri lo abbiano salvato.
Perché gli scrittori salvano la vita, nonostante tutto.
Lo spettacolo e la messa in onda
“La malattia dell’ostrica” è una produzione del Teatro Metastasio di Prato. Le luci sono curate da Massimo Galardini. La collaborazione artistica è di Marco Ceccotti.
Le riprese sono state realizzate al Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma nel dicembre 2025. La regia televisiva è di Andrea Menghini. Il progetto editoriale porta la firma di Felice Cappa. La produttrice esecutiva è Serena Semprini.
Lo spettacolo andrà in onda venerdì 9 gennaio alle 22.45 su Rai 5. Si tratta di una prima tv assoluta.
Un’opera personale e universale
Claudio Morici firma testo e interpretazione dello spettacolo. L’opera è curata da Giulia Morelli. I programmisti multimediali sono Marco Odetto e Matilde Pieraccini.
Lo spettacolo parla di letteratura e paternità. Affronta il tema della sofferenza artistica con ironia e profondità. È un viaggio tra biografia e autobiografia.
Un appuntamento da non perdere per gli amanti del teatro e della letteratura.
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