Sulla sua lapide ha fatto scrivere solo una parola: viaggiatore. Eppure Tiziano Terzani è stato molto di più. Giornalista, scrittore, pensatore. Un fiorentino nato nel 1938, morto nel 2004, che ha lasciato un segno profondo nel giornalismo italiano e mondiale.
Un reportage dopo l’altro, dalla Cina all’11 settembre
I suoi articoli hanno attraversato mezzo secolo di storia. Terzani ha raccontato l’apartheid in Sudafrica. Ha seguito le guerre nel Sud-est asiatico. Ha vissuto la Cina maoista dall’interno. Inoltre, ha documentato la corsa del Giappone verso la modernità. Infine, ha testimoniato il crollo dell’Unione Sovietica e gli attentati dell’11 settembre.
Ogni pezzo portava il marchio della sua voce: onesta, profonda, scomoda. Le sue parole spesso gli sono costate le ire del potere. Ma allo stesso tempo, gli hanno guadagnato l’ammirazione di milioni di lettori.
Stasera a “Passato e Presente” con Paolo Mieli e Franco Cardini
Il programma Passato e Presente dedica una puntata a questa figura straordinaria. La trasmissione va in onda giovedì 19 marzo alle 13.15 su Rai 3 e in replica alle 20.30 su Rai Storia. In studio con il conduttore Paolo Mieli ci sarà lo storico Franco Cardini, che ha conosciuto Terzani da vicino.
Quando il giornalista divenne Atman
Nell’ultima fase della sua vita, Terzani ricevette una diagnosi di tumore. Fu allora che tutto cambiò. Abbandonò la guerra e la politica. Si avvicinò alla spiritualità e alla morte.
Lasciò il suo stesso nome. Prese quello di Atman, che significa “il senza nome”. Si trasferì alle pendici dell’Himalaya e in un ashram indiano. Praticò il silenzio. Rifletté sul senso della vita.
Da quel percorso nacque il suo ultimo libro: L’ultimo giro di giostra. È il racconto del suo viaggio più impegnativo e più vero.
Una voce ancora attuale, ventidue anni dopo
Sono passati ventidue anni dalla sua morte. Eppure la sua voce di pace suona più attuale che mai. In un mondo segnato da conflitti e rumore, Terzani ricorda che esiste un’altra strada. Quella della riflessione, del silenzio, dell’ascolto.
Non male, per un uomo che voleva essere ricordato solo come viaggiatore.
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