C’è una data che gli italiani non dimenticano: il 26 ottobre 1954. Quel giorno i bersaglieri entrano in piazza Unità. Trieste torna finalmente all’Italia. Ma la strada che porta a quel momento è lunga e tortuosa. Stasera, il programma Passato e Presente ricostruisce quella pagina di storia in prima serata.
La questione di Trieste: una ferita aperta dopo la guerra
Alla fine della Seconda Guerra mondiale, l’Italia sconfitta paga un prezzo alto. Il Paese è costretto a fermarsi alle porte di Trieste. La città, stretta tra il mare Adriatico e il Carso, diventa così il centro di una lunga disputa confinaria con la Jugoslavia.
Non si tratta solo di una questione geografica. Trieste è, infatti, un simbolo politico di grande peso. Da un lato, gli irredentismi sloveno e italiano si contendono la città da decenni. Dall’altro, la sua posizione strategica la rende preziosa per tutti i grandi attori internazionali
Il peso della Guerra Fredda su una città contesa
Sullo sfondo si staglia la Guerra Fredda, che trasforma Trieste in un pezzo fondamentale degli scacchi geopolitici globali. Per il blocco socialista che si consolida nell’Europa centro-orientale, la città rappresenta la porta sul Mediterraneo. Un accesso strategico che vale quanto un esercito.
Per gli Stati Uniti e il Regno Unito, invece, Trieste è qualcosa di ancora più importante. È l’antemurale dell’Occidente. Tenerla fuori dall’orbita comunista significa assicurare l’intera penisola italiana alla propria sfera d’influenza. La posta in gioco, quindi, è altissima.
Crisi diplomatiche e tensioni: un percorso accidentato
La vertenza diplomatica non si risolve in fretta. Al contrario, è punteggiata da crisi ricorrenti e momenti di forte tensione. Tuttavia, il 5 ottobre 1954 arriva finalmente l’accordo. Il Memorandum di Londra assegna la zona A all’Italia. Tre settimane dopo, il 26 ottobre, i bersaglieri marciano in piazza Unità. La città è italiana.
Stasera su Rai 3 e Rai Storia: dove e quando vedere la puntata
Questa pagina di storia rivive stasera in televisione. “Passato e Presente”, il programma di approfondimento storico di Rai Cultura, dedica la puntata del venerdì 12 giugno alla questione triestina. L’appuntamento è alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.
La giornalista Carla Oppo guida il racconto direttamente sui luoghi della storia. In studio, Paolo Mieli dialoga con il professor Raoul Pupo, storico dell’Università di Trieste e massimo esperto della vicenda. Un confronto tra fonti e memorie che rende il racconto vivace e preciso.
Paolo Mieli e Raoul Pupo: due voci autorevoli
Paolo Mieli è uno dei conduttori più riconoscibili della televisione culturale italiana. La sua capacità di interrogare gli storici rende accessibile anche i capitoli più complessi. Accanto a lui, il professor Pupo porta una conoscenza diretta e approfondita degli archivi e dei protagonisti di quella stagione.
Se sei appassionato di storia italiana del Novecento, questa puntata è un appuntamento da non perdere. Inoltre, chi segue abitualmente i programmi storici in prima serata troverà in questa puntata un racconto equilibrato e ben documentato.
Perché la storia di Trieste è ancora attuale
La vicenda triestina non è solo un capitolo chiuso nei libri. Essa racconta come la politica internazionale possa determinare il destino di una città e dei suoi abitanti. Mostra anche come il nazionalismo e la geopolitica si intreccino in modo spesso doloroso.
Rivedere quella storia oggi aiuta a capire meglio le dinamiche dei confini in Europa. E ricorda quanto sia stato difficile costruire la pace nel dopoguerra, passo dopo passo.
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