Un ballo in maschera torna a Firenze dopo 30 anni: la grande scommessa del Maggio Musicale

Dopo trent’anni di assenza dalle scene, Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi torna finalmente al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. È uno degli appuntamenti più attesi dell’88° Festival. Cinque recite, una regia visionaria e un cast internazionale di primo piano.

L’ultimo allestimento scenico risale al lontano 1995. Nel 2020, il titolo era stato eseguito solo in forma di concerto. Quindi, oggi, il ritorno in grande stile è davvero un evento straordinario per gli appassionati di opera lirica di tutta Italia.

Verdi negli anni di Kennedy: una regia che stupisce

La regista Valentina Carrasco ha operato una scelta coraggiosa. Ha ambientato l’opera nella turbolenta America dei primi anni ’60. Il parallelo con l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy è esplicito e dichiarato.

“La struttura originale ha come cuore narrativo la storia di un grande leader carismatico che, nella sua cerchia, aveva nemici. Questo mi ha fatto pensare all’assassinio di Kennedy.”

— Valentina Carrasco, regista

Quindi, la scelta non è casuale. Riccardo, il conte di Warwick, condivide con JFK fascino, popolarità e una serie di contraddizioni personali. Entrambi pagano con la vita le conseguenze di un complotto. Il parallelo, così, risulta credibile e teatralmente potente.

Carrasco ha debuttato al Maggio nel 2007 come regista collaboratrice nel Das Rheingold wagneriano. Oggi torna da protagonista assoluta. La sua lettura è, in ogni caso, radicata nel libretto originale: la versione scelta è quella con l’azione spostata nelle colonie del Nord America.

Il direttore: Tjeknavorian alla sua prima opera lirica

Sul podio sale Emmanuel Tjeknavorian, giovane direttore austriaco di origini armene. Per lui si tratta di un debutto doppio: primo appuntamento con il Maggio e, soprattutto, prima direzione assoluta di un titolo operistico.

“Un ballo in maschera è entrambe le cose: a un primo sguardo può apparire quasi leggera. Ma più la si studia, più emerge ciò che si nasconde sotto la superficie.”

— Emmanuel Tjeknavorian, direttore

Tjeknavorian ha evidenziato i grandi contrasti musicali dell’opera. Eleganza e fragilità convivono in ogni scena. Tuttavia, è proprio questa tensione il cuore pulsante del capolavoro verdiano. Il giovane maestro guiderà l’Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino.

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