Venti cavalletti e un solido platonico: l’arte di Marco Di Giovanni trasforma una chiesa medievale

Un icosaedro sull’altare dell’arte contemporanea

C’è qualcosa di straordinario nella Chiesetta di Moraduccio. Dal 21 giugno, venti cavalletti da pittore formano insieme un icosaedro. È il solido platonico composto da venti triangoli equilateri. Una figura geometrica perfetta, inscrivibile in una sfera.

L’opera si chiama Hannah ed è firmata da Marco Di Giovanni, artista nato a Teramo nel 1976. Non si tratta di pura estetica. La scelta è profondamente filosofica. Nel Timeo, Platone assegna proprio all’icosaedro l’elemento acqua. Le sue facce scorrono le une sulle altre, come le molecole di un liquido.

L’installazione è una site-specific pensata per questo spazio preciso. Luogo e opera si parlano, si trasformano a vicenda.


Il cavalletto diventa scultura: il processo si fa forma

All’apice di ogni vertice campeggia una tela circolare. Pennellate liquide, vibrazioni cromatiche. Immagini d’acqua che purificano e amplificano lo sguardo.

Ma c’è di più. Il cavalletto — strumento invisibile del fare arte — diventa qui il corpo stesso della scultura. Di solito scompare dietro l’opera. Qui, invece, è l’opera. Il mezzo si fa materia. Il processo si fa forma.

Le forme acquarellate in azzurro sulle tele nascono da disegni a matita e carboncino. Il tratto è pulito, modulato con pressioni diverse. Così il segno si trasforma in respiro. Nei paesaggi rappresentati, l’acqua si distilla fino a diventare luce.


L’acqua come filosofia del cambiamento

Per Platone, l’acqua è l’elemento della trasformazione. È ciò che muta forma senza perdere la propria natura. Scegliere l’icosaedro significa abbracciare questa logica.

Hannah non congela nulla. Attraversa. Non è un monumento fisso. È qualcosa che continua a scorrere. Come l’acqua, appunto. Come il tempo.


Il 21 giugno non è una data casuale

L’inaugurazione è fissata per il solstizio d’estate. Il giorno più lungo dell’anno. Il momento in cui il tempo si dilata e la luce non vuole finire.

Acqua e luce: due declinazioni dello stesso elemento. Due modi di nominare Hannah. La coincidenza con il solstizio non è decorativa, ma costitutiva dell’opera stessa. Anche questa è arte contemporanea che sa leggere il calendario come linguaggio.

L’inaugurazione è il 21 giugno dalle 11:00 alle 19:00. Inoltre, l’opera rimarrà visitabile ogni sabato e domenica fino al 31 luglio 2026. Per visite in altri giorni, è possibile prenotare via WhatsApp al +39 349 7506800.


Chi è Marco Di Giovanni: fisica, filosofia e visione

Marco Di Giovanni non è un artista convenzionale. Ha studiato fisica e matematica prima di approdare all’Accademia di Belle Arti di Bologna e al DAMS. Vive e lavora tra Imola e Valsalva.

La sua ricerca incrocia arte visiva, filosofia e scienze. Studia testi ermetici e geometria come linguaggi dell’invisibile. Allo stesso tempo, si immerge nella fisica quantistica, nell’ottica e nelle categorie di spazio e tempo.

Nelle opere iniziali, usava materiali di recupero. Tubature, cisterne ferrose, vecchi indumenti. Li riassemblava inserendo lenti ottiche. Così apriva gli interni allo sguardo del pubblico, creando tensione tra dentro e fuori.

Le sue opere sono state esposte a livello internazionale. Dal MAMbo di Bologna al Museion di Bolzano, dalla Russian Academy of Arts di Mosca al Contemporary Istanbul. Nel 2025 ha esposto alla Libreria Bocca di Milano. Nel 2026 è presente alla Fondazione del Monte di Bologna.


Dove e quando visitare Hannah

Luogo: Chiesetta di Moraduccio, via Ronco — Moraduccio, frazione di Castel del Rio (BO)

Inaugurazione: 21 giugno 2026, ore 11:00–19:00

Periodo: 21 giugno – 31 luglio 2026

Orari: sabato e domenica, 11:00–19:00. Negli altri giorni su appuntamento via WhatsApp: +39 349 7506800

A cura di: Maria Katia Tufano

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