Giovedì 10 luglio l’Anfiteatro Romano di Urbisaglia ospita una performance straordinaria. Infatti, Ziya Azazi arriva dalla Turchia con “Dervish in progress & Ember”. Inoltre, lo spettacolo promette un viaggio ancestrale tra fuoco e spiritualità.
Una performance che unisce tradizione sufi e teatro contemporaneo
La performance di Azazi sfrutta la magia del fuoco attraverso un originale impianto scenico. Infatti, l’artista turco utilizza un’ingegneria minimale per creare effetti suggestivi. Inoltre, lo spettacolo offre un viaggio nell’eterna lotta tra uomo e fuoco.
Il lavoro parte dal mito di Prometeo e si basa sul movimento rotatorio tipico della danza sufi. Infatti, questa antica tradizione mistica diventa il fulcro della rappresentazione teatrale. Pertanto, il pubblico assiste a una fusione unica tra spiritualità orientale e teatro occidentale.
Il TAU festival valorizza i siti archeologici marchigiani
Lo spettacolo è proposto nell’ambito del TAU/Teatri Antichi Uniti. Infatti, questa storica rassegna offre l’opportunità di fruire i luoghi archeologici delle Marche. Inoltre, l’iniziativa coinvolge Regione Marche, AMAT e 17 Comuni del territorio.
I comuni partecipanti includono Ancona, Ascoli Piceno, Castelleone di Suasa e Corinaldo. Inoltre, aderiscono anche Cupra Marittima, Falerone, Fano, Macerata e Matelica. Pertanto, il festival restituisce questi siti a un ampio uso pubblico attraverso la spettacolarizzazione.
Le gonne: simboli mutevoli dell’identità artistica
Le gonne rappresentano un elemento essenziale e integrante della danza di Azazi. Infatti, assumono ruoli molteplici divenendo simboli mutevoli e ricchi di significato. Inoltre, le loro forme in continuo cambiamento riflettono la fluidità della danza stessa.
Non si tratta semplicemente di costumi ma di un’estensione dell’identità artistica. Infatti, le gonne diventano compagna, mantello e velo dietro cui l’artista si cela. Pertanto, questo dialogo corporeo crea un’esperienza dinamica e visivamente affascinante.
La rotazione: movimento fisico e meditazione spirituale
Uno degli elementi chiave della performance è il moto rotatorio ripetuto. Infatti, la rotazione assolve a una duplice funzione nell’arte di Azazi. Inoltre, questo movimento rappresenta il fondamento stesso dell’essere nella tradizione sufi.
Da un lato accresce la consapevolezza fisica dell’artista richiedendo controllo preciso. Infatti, il danzatore deve padroneggiare perfettamente il proprio corpo e movimento. Inoltre, dall’altro lato induce uno stato meditativo profondo.
Attraverso questa pratica sia il danzatore sia lo spettatore possono trascendere il piano fisico. Infatti, la rotazione permette di accedere a un livello di illuminazione spirituale. Pertanto, il pubblico partecipa attivamente a questa esperienza di connessione mistica.
“Ember”: la metafora del fuoco prometeico
“Ember” è un assolo che si concentra su una figura resa saggia dal fuoco prometeico. Infatti, il protagonista cerca di dare senso alla propria esistenza illuminando il mondo. Inoltre, nel corso di migliaia di anni finisce per bruciarsi con quello stesso fuoco.
Il fuoco diviene metafora della luce cercata dall’anima umana. Infatti, inizialmente viene acceso per portare chiarezza e conoscenza. Tuttavia, finisce col diventare una trappola soffocante per chi lo possiede.
La ricerca di significato diventa lotta esistenziale
La ricerca di significato si trasforma gradualmente in lotta contro se stessi. Infatti, l’individuo si ritrova prigioniero dei limiti imposti dalla propria esistenza. Inoltre, questo conflitto interiore rappresenta il dramma universale dell’umanità.
La rotazione occupa un ruolo centrale in questo percorso artistico e spirituale. Infatti, attraverso il vortice del movimento l’artista tenta di comprendere il proprio io. Inoltre, essa incarna la ripetizione e l’intreccio di inizio e fine.
Il movimento simboleggia lo sforzo incessante dell’artista per sopravvivere e dare senso alla vita. Infatti, attraverso la danza Ziya Azazi illumina le sfumature più complesse dell’esistenza umana. Pertanto, ogni rotazione diventa un atto di ricerca e rivelazione.
Un’occasione per scoprire l’antica bellezza di Urbisaglia
Il TAU si conferma occasione privilegiata per scoprire posti di antica bellezza. Infatti, l’Anfiteatro Romano di Urbisaglia offre una cornice suggestiva per la performance. Inoltre, il festival valorizza il patrimonio archeologico marchigiano attraverso l’arte contemporanea.
Ad arricchire la proposta per il pubblico tornano gli AperiTAU. Infatti, a Urbisaglia il 10 luglio c’è l’appuntamento con DinnerTAU. Inoltre, l’evento è curato dal Comune di Urbisaglia e Direzione Regionale Musei Marche.
Informazioni pratiche per la serata
La prenotazione è obbligatoria per la cena a pagamento presso l’Ufficio turistico. Infatti, è possibile chiamare il numero 0733 506566 per riservare il posto. Inoltre, questo servizio arricchisce l’esperienza culturale con la scoperta della gastronomia locale.
Le informazioni e prevendite sono disponibili presso AMAT e biglietterie circuito vivaticket. Infatti, è possibile acquistare i biglietti anche presso l’Ufficio turistico di Urbisaglia. Inoltre, la sera dello spettacolo la biglietteria dell’Anfiteatro Romano apre dalle ore 19.
Lo spettacolo inizia alle ore 21.15 nell’suggestiva cornice dell’anfiteatro romano. Infatti, questo orario permette di godere della performance nelle ore più fresche. Pertanto, il pubblico può vivere un’esperienza unica tra arte contemporanea e storia antica.
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