Antigone di Roberto Latini: il capolavoro che sfida potere e coscienza arriva in Umbria

Antigone di Roberto Latini: il capolavoro che sfida potere e coscienza arriva in UmbriaLa rilettura contemporanea del mito greco conquista i teatri di Marsciano e Narni

Roberto Latini torna a interrogare il pubblico italiano con una delle tragedie più potenti della storia. L’attore-regista porta la sua Antigone sui palcoscenici umbri. Appuntamento imperdibile giovedì 19 febbraio al Teatro Concordia di Marsciano. Poi venerdì 20 febbraio al Teatro Manini di Narni.

Il talento di Latini si misura con il testo di Jean Anouilh. Il drammaturgo francese scrisse l’opera nella Francia occupata dai nazisti. La pièce funziona come allegoria della Resistenza. Allo stesso tempo esplora il conflitto tra obbedienza e dissenso.

Un cast stellare per un dispositivo teatrale innovativo

Latini ha costruito uno spettacolo che ribalta le convenzioni. Gli attori interpretano ruoli doppi e incrociati. Silvia Battaglio veste i panni di Ismene e del messaggero. Ilaria Drago dà voce a Emone e alle guardie. Manuela Kustermann interpreta la nutrice e il coro.

Il regista stesso interpreta Antigone. Francesca Mazza porta in scena Creonte. Una scelta audace che ribalta gli archetipi. Come spiega Latini: “Ho distribuito i ruoli come riflessi speculari”. Antigone e Creonte diventano l’uno lo specchio dell’altro.

La voce come strumento di ricerca teatrale

Roberto Latini è riconosciuto come uno dei registi più premiati in Italia. La sua ricerca teatrale si concentra sulla vocalità. Infatti, trasforma la parola in musica e gesto. Il risultato è un linguaggio scenico unico e riconoscibile.

“Antigone è nel destino del Teatro di ogni tempo”, afferma il regista. Il mito greco attraversa culture e religioni. Resta un modello archetipico universale. Latini lo trasforma in “un soliloquio a più voci”. Una confessione intima che svela verità scomode.

Tra legge e coscienza: un conflitto sempre attuale

La versione di Anouilh mantiene tutta la sua forza politica. Inoltre, pone domande che risuonano nel presente. Quando la legge dello Stato contrasta con l’etica personale? Dove finisce l’obbedienza e inizia la responsabilità individuale?

Lo spettacolo interroga il nodo irrisolto tra ragione politica e principio etico. Creonte rappresenta il potere costituito. Antigone incarna la coscienza che non può piegarsi. Attraverso questo conflitto, il pubblico riflette sul proprio tempo.

Il corpo insepolto: metafora della condizione umana

“Quel corpo insepolto siamo noi mentre siamo ancora vivi”, dichiara Latini. La metafora colpisce per la sua intensità. Il cadavere di Polinice diventa simbolo della nostra fragilità. Rappresenta tutto ciò che la società vorrebbe nascondere.

La nostalgia del vivere precede ogni storia personale. Ci accompagna dall’inizio alla fine. Pertanto, l’Antigone di Latini diventa un viaggio nell’animo umano. Un dispositivo teatrale che mette a nudo le nostre contraddizioni.

Una produzione firmata Teatro di Roma

Lo spettacolo nasce dalla collaborazione tra prestigiose istituzioni teatrali. La Fabbrica dell’Attore, il Teatro Vascello e il Teatro di Roma – Teatro Nazionale firmano la produzione. Le Stagioni 25/26 del Teatro Stabile dell’Umbria ospitano questo evento imperdibile.

Gli orari degli spettacoli sono studiati per il pubblico umbro. Giovedì 19 febbraio sipario alle 20.45 a Marsciano. Venerdì 20 febbraio inizio alle 21 a Narni. Due occasioni per vivere un’esperienza teatrale unica.

Come acquistare i biglietti

I biglietti sono disponibili attraverso il Botteghino Telefonico Regionale del TSU. Il numero è 075 57542222, attivo tutti i giorni feriali dalle 17 alle 20. Le prenotazioni aprono dopo l’ultima recita dello spettacolo precedente.

In alternativa, la vendita online è attiva sul sito www.teatrostabile.umbria.it. Un modo comodo per assicurarsi il posto. Non lasciatevi sfuggire questa occasione di vedere un maestro della scena contemporanea all’opera.

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