Il villaggio ENI progettato da Edoardo Gellner sulle pendici dell’Antelao è oggi un luogo unico. Qui storia industriale, architettura d’autore e spirito comunitario si fondono in modo straordinario.
Un villaggio nato da un’utopia sociale
C’è un posto, sulle Dolomiti, dove il tempo sembra essersi fermato agli anni ’60. Eppure tutto parla di un futuro che qualcuno aveva già immaginato.
Siamo a Borca di Cadore, in provincia di Belluno. Qui sorge Corte delle Dolomiti, l’antico villaggio vacanze dell’ENI. Fu Enrico Mattei, negli anni ’50, a volere questo luogo. L’idea era chiara e ambiziosa: creare una comunità, non una semplice colonia estiva.
Mattei affidò il progetto all’architetto Edoardo Gellner. Il risultato fu un insieme armonioso di case, servizi e spazi condivisi. Ogni dettaglio rispettava la natura dolomitica circostante. Ogni scelta parlava di integrazione tra uomo e montagna.
La chiesa di Carlo Scarpa: un capolavoro nascosto tra i boschi
Al centro del villaggio si erge la chiesa di Nostra Signora di Cadore. Gellner la progettò con la preziosa collaborazione di Carlo Scarpa, maestro indiscusso del dettaglio architettonico.
La struttura è essenziale, quasi severa. Tuttavia, ogni elemento racconta una storia di cura e precisione. Per l’epoca, fu una scelta davvero innovativa.
Nel piazzale antistante la chiesa si trova un busto di Mattei. Silenzioso, guarda le vette e i boschi. È lì a ricordare un’idea che univa lavoro, riposo, cultura e comunità in modo unico.
L’Hotel Boite: dove la memoria diventa ospitalità
Oggi il villaggio vive una nuova stagione grazie al progetto Corte delle Dolomiti. L’Hotel Boite è il cuore pulsante di questa rinascita.
Già all’ingresso, il visitatore percepisce qualcosa di speciale. Due enormi volumi riposano sui mobili originali della hall. Custodiscono rassegne stampa, fotografie, progetti e documenti degli anni ’60. Sono una porta aperta sulla memoria collettiva di questo luogo.
Scorrere quelle pagine significa rivivere la storia di un’intera comunità. Significa capire come un’impresa potesse costruire non solo edifici, ma anche valori.
Il salottino di Misha e Julia: un omaggio agli orsi di Krusciov
C’è poi un angolo davvero curioso all’interno del villaggio. Il giovane team di Corte delle Dolomiti ha ricreato il “salottino” dedicato a Misha e Julia.
Chi erano? Due orsi che vissero nel bosco vicino alla Colonia negli anni ’60. Li regalò Krusciov a Mattei, come dono diplomatico del leader sovietico al presidente dell’ENI. Una storia che sembra uscita da un romanzo e che racconta quanto fosse straordinaria la figura di Enrico Mattei sulla scena internazionale.
Lo spirito di Mattei: presente e invisibile allo stesso tempo
Paradossalmente, ciò che resta più vivo di Mattei a Corte delle Dolomiti non è un oggetto. Non è un documento. Non è nemmeno un’architettura.
È un’atmosfera. È il modo in cui il personale dell’Hotel Boite ti accoglie con calore e consapevolezza. È il sorriso di chi lavora al Ristorante 942 o al Residence Corte. Tutti sanno di essere parte di qualcosa che va oltre il lavoro quotidiano.
Quella consapevolezza è lo spirito di Mattei. Diffuso, invisibile, ma fortemente presente.
Cultura, rigenerazione e futuro: la nuova stagione del villaggio
Corte delle Dolomiti non è solo un luogo di memoria. È anche un cantiere culturale in continuo fermento. Iniziative, eventi, progetti di rigenerazione urbana animano il complesso con energia nuova.
Eppure, tutto rispetta i valori originali. Condivisione, appartenenza, comunità: le stesse parole che Mattei avrebbe usato settant’anni fa sono ancora le fondamenta di questo luogo.
Chi soggiorna qui vive qualcosa di raro. Beneficia della natura straordinaria delle Dolomiti. Gode dei servizi moderni dell’ospitalità diffusa. Ma soprattutto, entra in dialogo con storie molteplici: storia industriale, cultura alpina, vita quotidiana, esperienze individuali.
Il villaggio ENI di Borca di Cadore non è un museo. È un organismo vivo. E lo spirito di Enrico Mattei, a distanza di decenni, continua a soffiare tra le strade, le ville, il campeggio e i sentieri di questo angolo straordinario delle Dolomiti.
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