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CuriosArte: il lato B della pittura.

CuriosArte: il lato B della pittura.Dietro il quadro, il lato B della pittura.

A volte capita che mentre stai parlando di un quadro, descrivendone lo stile, i colori e tutte quelle belle cose sulla pittura, un vero curioso dell’Arte ti chiede: “Ma dietro al quadro cosa c’è?”.
Nel pensiero comune le opere d’arte pittorica, a differenza della scultura e dell’architettura hanno una sola facciata, il retro non conta, non è arte e non ha nulla di interessante.
Quindi la risposta più veloce per liquidare l’interferenza nel discorso è: “Nulla, solo il retro della tela”.

Niente di più falso! Il retro di un dipinto in verità può essere pieno di sorprese. Perché dietro ai quadri c’è un altro mondo, un mondo divertente da svelare a chi davvero ha voglia di sapere tutto, ma proprio tutto, sull’arte.

Sul retro dei quadri si possono reperire mappe interessanti della storia dell’opera grazie alle etichette apposte dai musei nei quali è transitata. Un’etichetta della galleria può dirvi una serie di cose, tra cui quali gallerie hanno posseduto il dipinto e, se siete fortunati, l’anno in cui lo hanno acquistato.

Non è da trascurare che i vari segni nel retro dei quadri possano portarvi ai precedenti proprietari e avere un’opera con un ex proprietario interessante o di prestigio ha un effetto positivo sul valore della stessa.

Qualsiasi cosa scritta sul retro del dipinto può rivelare una varietà di cose, dal titolo dell’opera al nome dell’artista. Si consiglia però cautela, perché le iscrizioni possono essere fuorvianti, c’è un numero infinito di possibilità, compresa quella di trovarci appuntata la lista della spesa del giorno dopo.

Altre preziose informazioni riguardano lo stato di conservazione del dipinto. La Gioconda, giusto per citare uno dei quadri più famosi al mondo, mostra sul retro della tavola una preoccupante fessura già riparata in passato con due tasselli a coda di rondine.

Oltre a queste informazioni di tipo tecnico, il retro dei quadri può raccontare tante storie inattese. Tanti pittori del Novecento, in gravi difficoltà economiche, non potendo acquistare nuove tele, dipingevano anche sul retro di quelle già usate.
Spesso il retro cela preziosi capolavori. Come i dipinti di Lewis Todd, un mediocre pittore, che negli anni Cinquanta ricevette da Francis Bacon una prima versione del Papa Innocenzo III, di cui l’artista non era soddisfatto, con l’ordine di avere l’accortezza di tagliare la tela in più parti prima di riutilizzarla.

Solo nel 2006 gli eredi di Todd scoprirono di avere in casa dietro le croste del nonno, un tesoro dell’arte che valeva più di 200.000 sterline.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ciò che si nasconde dietro un dipinto può quindi spesso sorprendere quanto ciò che è sul lato nobile. Ci sono stati casi di dipinti, come per Picasso ad esempio, che sono stati trovati nascosti dietro altre opere, a volte per centinaia di anni, sfuggendo all’attenzione di gallerie e case d’asta.

Non sono rari casi di dipinti volutamente bifacciali, come a dimostrare che la pittura, al pari della scultura, è capace di offrire più viste dello stesso soggetto.
Ricordiamo, tra tutti, il doppio ritratto di profilo di Federico da Montefeltro e Battista Sforza realizzato nel 1474 da Piero della Francesca. Sul retro sono dipinte due immagini dei relativi trionfi con tanto di dediche commemorative in latino.

Più divertente è il caso di alcuni dipinti nei quali il retro raffigura la stessa scena del fronte, vista appunto da dietro. Come il famoso Nano Morgante di Bronzino, doppio ritratto del buffone di corte di Cosimo I Medici a figura intera. Oppure il Davide e Golia di Daniele da Volterra, l’artista che dipingeva biancheria intima ai personaggi della Sistina. E, caso singolare, il licenzioso doppio ritratto di una suora in preghiera realizzato nel Settecento dal pittore svedese Martin van Meytens.

Infine molti sono i dipinti che rappresentano il retro di un quadro! Veri trompe l’oeil talmente accurati che riproducono anche lettere e biglietti che spesso venivano nascosti proprio dietro i dipinti, incastrandoli nel telaio. Esiste anche la versione pop dei trompe l’oeil: ironia su ironia realizzata da Roy Lichtenstein con il suo tipico linguaggio a fumetti!

Alla luce di tutto ciò, bisogna rispondere come si conviene alla domanda del curiosone d’Arte: Dietro cosa c’è?
Dietro un quadro c’è… la parte più “curiosa” dell’Arte!

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