Il 3 aprile 1864, cinquecentomila inglesi acclamano l’eroe dei due mondi a Trafalgar Square. Ma dietro i festeggiamenti si nasconde una crisi diplomatica silenziosa. La storia rivive domenica 28 giugno a Passato e Presente.
Garibaldi conquista Londra: una storia poco conosciuta
Era il 3 aprile 1864. Giuseppe Garibaldi sbarcò in Inghilterra su un piroscafo messo a disposizione dal conte di Southerland. L’invito era arrivato da un gruppo di notabili britannici. Nessuno immaginava le conseguenze politiche di quella visita.
Dopo un breve soggiorno sull’isola di Wight, un treno ricoperto di bandiere italiane lo portò fino a Londra. Un viaggio che Garibaldi non descrisse mai nei suoi scritti. Un silenzio che, da solo, racconta molto.
Cinquecentomila persone a Trafalgar Square
L’accoglienza fu straordinaria. Cinquecentomila londinesi si radunarono a Trafalgar Square per vedere l’eroe dei due mondi. Le più alte istituzioni britanniche gli resero omaggio. I giornali lo paragonarono a George Washington.
Non era solo un generale straniero in visita. Era un simbolo. E i simboli, in politica, fanno sempre paura a qualcuno.
Il timore delle cancellerie europee
Proprio mentre Londra festeggiava, le capitali europee osservavano con crescente preoccupazione. Gli incontri di Garibaldi con gli esuli italiani in Gran Bretagna — in particolare con Giuseppe Mazzini — mettevano in allarme le diplomazie del continente.
Il rischio era chiaro: la sua popolarità poteva trasformarlo in un punto di riferimento per le rivolte in corso in Polonia e in Grecia. Un uomo capace di mobilitare masse così grandi era, oggettivamente, un pericolo per l’ordine costituito.
La pressione su Londra e il ritiro a Caprera
Così, la stessa Londra che lo aveva accolto come un eroe fu costretta a fare un passo indietro. Per evitare incidenti diplomatici internazionali, le autorità britanniche chiesero a Garibaldi di lasciare il paese. La destinazione era Caprera, l’isola sarda dove l’eroe dei due mondi si era ritirato più volte nella sua vita.
Una visita trionfale. Terminata, però, con una ritirata silenziosa.
Stasera su Rai Storia: Passato e Presente racconta tutto
Questa vicenda affascinante e poco raccontata rivive stasera, domenica 28 giugno, alle 20.30 su Rai Storia. Paolo Mieli la ripercorre insieme alla professoressa Elena Bacchin nella puntata di Passato e Presente.
Il programma è uno dei riferimenti della televisione culturale italiana. Offre ogni settimana uno sguardo approfondito su eventi storici spesso dimenticati o sottovalutati. Se ami la storia raccontata bene, questa è una puntata da non perdere.
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