“Pianeta d’acqua” torna stasera su Rai Storia: il viaggio di Carlo Alberto Pinelli in 20 Paesi del mondo

L’acqua come fonte di vita, fede e filosofia. È questo il cuore di Pianeta d’acqua, il documentario in cinque puntate firmato da Carlo Alberto Pinelli. Rai Cultura lo ripropone a partire da domenica 22 marzo alle ore 17.00 su Rai Storia, in occasione della Giornata Mondiale dell’acqua.

Un viaggio in venti Paesi

Il programma nacque nel 1981 e andò in onda per la prima volta il 19 gennaio. Oggi torna in televisione con tutta la sua forza visiva e antropologica.

Pinelli percorse venti Paesi in cinque continenti. Quindi visitò i laghi delle Ande, i deserti africani, le risaie indonesiane e i fiumi sacri dell’India. Il risultato è un racconto avventuroso e rigoroso allo stesso tempo.

La “lente d’acqua” per leggere le culture

Il progetto non è un semplice reportage geografico. Pinelli usò l’acqua come strumento di analisi culturale. In altre parole, osservò le civiltà umane attraverso quella che lui stesso chiamò una “lente d’acqua”.

Questo approccio permette di scoprire qualcosa di universale. L’acqua, per ogni popolo del mondo, diventa fonte di vita, di ispirazione artistica, di filosofia e di fede religiosa.

Pinelli e il valore sacrale dell’acqua

Carlo Alberto Pinelli, laureato in storia dell’arte orientale, è anche archeologo ed etnologo. Nel numero 3 del Radiocorriere del 1981, spiegò chiaramente la sua tesi. L’acqua, più di qualsiasi altro elemento, assume un valore sacrale nelle culture e nelle religioni. Ancora di più dell’aria o del fuoco.

Per molte civiltà, quindi, l’acqua è simbolo di fertilità e di rigenerazione. È anche il simbolo di una morte rituale, necessaria per rinascere a nuova vita.

Un’indagine antropologica, non solo ambientale

Pianeta d’acqua non si limita a raccontare il ruolo naturale dell’acqua. Piuttosto, approfondisce la sua funzione a livello antropologico. In questo senso, la serie anticipa temi che oggi sono più attuali che mai.

La scelta di Rai Cultura di trasmettere il documentario nella Giornata Mondiale dell’acqua non è casuale. È un invito a riflettere su un bene prezioso, attraverso uno sguardo culturale e umano.

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