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Stasera in TV: “Rai3 racconta le “Storie della Tv””. Un viaggio nel Paese del piccolo schermo

Stasera in TV: "Rai3 racconta le "Storie della Tv"". Un viaggio nel Paese del piccolo schermoDa Enzo Tortora, l’inventore dei format, al “Mattatore” Gassman; da Raimondo Vianello al mondo delle primedonne come Delia Scala e Stefania Rotolo: è un viaggio tra volti leggendari e generi che raccontano il passato e il presente della tv italiana, e della Rai in particolare, quello proposto dalla serie “Storie della Tv” di Alessandro Chiappetta ed Enrico Salvatori – scritta con Stefano Di Gioacchino e con la consulenza e la partecipazione di Aldo Grasso – in onda da stasera alle 23.00 su Rai3.

Ogni puntata – introdotta dalle parole di alcune delle più celebri annunciatrici della storia della Rai – ospita anche gli interventi di alcuni “testimoni” come Pippo Baudo e Renzo Arbore (sempre presenti) e altri volti del piccolo schermo.

Il primo protagonista è Enzo Tortora, ricordato – tra gli altri – da Enza Sampò, Lino Patruno e Bruno Voglino: un uomo passato alla storia per il clamoroso errore giudiziario di cui fu vittima, ma prima e soprattutto un grandissimo presentatore e autore, che con la sua cultura e la sua ironia ha lasciato un segno indelebile su 30 anni di televisione italiana.

Nelle puntate successive “Storie della Tv” – la cui regia è firmata da Matteo Berdini – anche altri due grandi nomi: Vittorio Gassman, che nel 1959 con “Il Mattatore” inventò la contaminazione dei generi e il programma “contenitore”; e Raimondo Vianello, la fantasia al potere, una delle colonne portanti del varietà italiano e del suo stile garbato. A ricordare il primo sono Paola Gassman, Giancarlo Scarchilli e Valeria Fabrizi, mentre il ricordo di Vianello è affidato a Vito Molinari, Carla Vistarini, Massimo Giuliani e Iva Zanicchi.

Si chiude al femminile con le primedonne della Tv, da Delia Scala a Stefania Rotolo, raccontate da Bruno Voglino, Vito Molinari, Enza Sampò e Lidia Ravera. La prima diventa la rappresentante di una presenza femminile diversa dal canone classico della soubrette paillettes e lustrini, mentre la seconda – all’avvento del colore – si propone come una giovane donna libera e determinata, una ragazza degli anni Settanta.

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