Umberto Orsini a Bologna: novantuno anni sul palco e una vita intera in mezz’ora

Umberto Orsini al Teatro Duse: un gigante della scena rivive settant’anni di teatro

Il Teatro Duse di Bologna si prepara ad accogliere uno degli attori più importanti del teatro italiano. Umberto Orsini, novantuno anni, sarà in scena dal 27 al 29 marzo con Prima del Temporale. Gli spettacoli iniziano alle ore 21, domenica alle 16.

Lo spettacolo nasce da un’idea dello stesso Orsini e di Massimo Popolizio, che firma anche la regia. Il risultato è un ritratto autobiografico preciso e senza retorica.


Un camerino, i rumori della sala e i fantasmi del passato

La storia si svolge in mezz’ora. È il tempo che separa Orsini dall’entrare in scena per recitare nel Temporale di Strindberg. In quel breve intervallo, l’attore rivive i momenti chiave di un’intera esistenza.

A innescare i ricordi sono i suoni che arrivano dalla sala. Le voci degli spettatori, i passi, una risata. Ogni rumore diventa un pretesto per un dialogo immaginario con le figure decisive della sua vita.

Non c’è una logica cronologica. Un suono ne evoca un altro. Un silenzio fa eco a una perdita lontana. Il meccanismo è quello tipico dei sogni, dove il tempo si rovescia e si mescola.

Il risultato, spiega chi ha già visto lo spettacolo, è insieme ironico e commovente.


Settant’anni di storia del teatro e dell’Italia

Prima del Temporale racconta molto più della biografia di un singolo attore. Attraverso i ricordi di Orsini emerge anche la storia del teatro e dell’Italia, dal Dopoguerra a oggi.

Sul palco, accanto a Orsini, ci sono Flavio Francucci e Diamara Ferrero. I due interpretano due figure tipiche del mondo teatrale: la sarta di compagnia e un addetto del teatro.

Lo spettacolo nasce anche dal libro autobiografico Sold Out, pubblicato da Laterza nel 2019. Popolizio ha preso spunto da quelle pagine per costruire la drammaturgia. Ha poi aggiunto episodi e riflessioni che nel libro non compaiono.


Dal Covid a Bologna: la storia di uno spettacolo rimandato

L’origine del progetto risale a prima della pandemia. Orsini aveva in mente di allestire il Temporale di Strindberg con nove interpreti, sempre con Popolizio alla regia. Il Covid ha bloccato tutto.

A quel punto, Popolizio ha proposto una direzione diversa. Invece della pièce originale, un racconto sulla vita di Orsini. Ed è nata così Prima del Temporale.

“È la storia di un ragazzo italiano che negli anni Cinquanta parte dalla provincia con pochi soldi”, spiega Popolizio. Arriva a Roma con il sogno di iscriversi all’Accademia d’Arte Drammatica. Viene accettato nonostante il marcato accento novarese.


Un ritratto senza celebrazione

Popolizio affronta la regia con discrezione. Il suo obiettivo non è celebrare Orsini, ma svelarne qualcosa di autentico. Qualcosa che voglia, comunque, restare in parte misterioso.

La scenografia è di Marco Rossi e Francesca Sgariboldi. I costumi sono firmati da Gianluca Sbicca. Le luci sono di Carlo Pediani, il suono di Alessandro Saviozzi. I video sono a cura di Lorenzo Letizia.

Lo spettacolo è una produzione della Compagnia Orsini. Mario Scandale è assistente alla regia.

Sul palco, Orsini si lascia guidare da Popolizio con la fiducia di chi ha una lunga carriera alle spalle. Affida al regista il compito di raccontare frammenti della propria vita. E della storia del nostro Paese.

Prima del Temporale è, quindi, uno spettacolo doppio. È il ritratto di un attore. Ed è anche un pezzo di memoria collettiva italiana

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