Zorman, Dindo e Treviño: serata Brahms sull’OSN Rai. Da non perdere

Brahms in esclusiva: l’OSN Rai raduna tre grandi nomi della musica classica

Giovedì 12 marzo alle 20.30 va in scena un appuntamento di rilievo. L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai dedica l’intera serata a Johannes Brahms. Sul podio sale Robert Treviño. Accanto a lui, due solisti di livello internazionale: il violinista Itamar Zorman e il violoncellista Enrico Dindo.

Il concerto è in diretta su Rai Radio 3 e in live streaming sul portale di Rai Cultura. Inoltre, va in onda alle 23.00 su Rai 5, con un’introduzione affidata a Gloria Campaner.


Il Doppio Concerto di Brahms: violino e violoncello in dialogo

Un’opera scritta sulle rive di un lago svizzero

Ad aprire la serata è il Doppio Concerto in la minore op. 102, ultima fatica orchestrale di Brahms. Il compositore la scrisse nel 1887 durante un soggiorno a Thun, sul lago svizzero dove era solito trascorrere i mesi estivi.

Il brano è universalmente noto come “Doppio concerto” perché affida il ruolo solistico a due strumenti insieme: violino e violoncello. I due dialogano in modo serrato e paritetico, senza che nessuno prevalga sull’altro.

Zorman: il violinista che trasforma ogni nota in racconto

Itamar Zorman porta in scena una rara capacità narrativa. Ogni sua esecuzione diventa, infatti, un racconto coinvolgente. Non a caso è stato definito “un virtuoso delle emozioni”.

Il violinista israeliano ha suonato nelle sale più prestigiose del mondo. Dalla Carnegie Hall di New York al Concertgebouw di Amsterdam, fino alla Suntory Hall di Tokyo. Per questa serata impugna un prezioso violino Guarneri del Gesù del 1734.

Dindo: il violoncellista che suona come una voce italiana

Enrico Dindo, torinese, è ospite regolare di orchestre internazionali. Ha collaborato con direttori come Riccardo Chailly, Myung-whun Chung e Riccardo Muti. Nel 1997 ha vinto il Premio Rostropovič di Parigi, uno dei riconoscimenti più ambiti nel mondo del violoncello.

Fu lo stesso Mstislav Rostropovič a definirlo musicista di straordinarie qualità, con un suono capace di fluire come una splendida voce italiana. Un elogio raro, da parte di uno dei più grandi violoncellisti della storia.


Treviño chiude con Schönberg che reinterpreta Brahms

Un capolavoro dentro un altro capolavoro

A chiudere la serata è Robert Treviño, già Direttore ospite principale dell’OSN Rai. Attualmente è Direttore musicale dell’Orchestra Nazionale Basca e Consulente artistico dell’Orchestra Sinfonica di Malmö.

Treviño propone il Quartetto n. 1 in sol minore op. 25 di Brahms, scritto nel 1861. Tuttavia, non nella versione originale per pianoforte e archi. Bensì nella trascrizione orchestrale realizzata nel 1937 da Arnold Schönberg.

Quando il Novecento rilegge l’Ottocento

Il risultato è, come lo ha definito il pianista Christoph Eschenbach, “l’interpretazione di un’interpretazione”. La grande eredità romantica di Brahms si fonde, quindi, con i colori orchestrali del Novecento. Ne nasce una veste del tutto nuova, capace di sorprendere anche l’ascoltatore più esperto.

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