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Mostre: ‘BOOM! La moda italiana’ guarda al futuro

Mostre: ‘BOOM! La moda italiana’ guarda al futuroUn coro di soggetti, una vincente unione di forze per fare davvero centro, dando la parola al bello e al saper fare, tipico del nostro Paese. È quanto è successo oggi, lunedì 25 luglio, in sala Gonfalone di palazzo del Pegaso, con la presentazione della mostra BOOM! La moda italiana, organizzata dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca su proposta e ideazione di Sabrina Mattei, a 70 anni dalla prima sfilata nella “Sala Bianca” di Palazzo Pitti a Firenze.

A dare il “la” alla conferenza stampa, il vicepresidente del Consiglio regionale, Marco Casucci, partito dall’omaggio all’imprenditore toscano, definito “arguto e visionario”, il versiliese Giovan Battista Giorgini, che ha acceso i riflettori internazionali sulla unicità della moda italiana, con la sfilata fiorentina nel 1952. “La moda costituisce un settore trainante della nostra economia – ha continuato – il sistema, non a caso, nonostante il protrarsi dell’emergenza pandemica, ha chiuso il 2021 con un fatturato di 91,7 miliardi di euro”. Guardando alla Toscana: “da noi la moda dà lavoro a circa 130mila persone, come dire che il 7,7 per cento dell’occupazione complessiva opera nel settore, con un valore delle esportazioni che si stima abbiano superato i 15miliardi negli anni passati, ponendo la Toscana in testa in Italia per l’export”. “Ben si capisce, dunque, l’importanza di questo doveroso omaggio a Giorgini, così come il lavoro tecnico di un comitato scientifico, l’apertura di collezioni pubbliche e private, il contributo di alcune delle aziende storiche fiorentine, una esposizione fotografica, filmati d’epoca ed altre iniziative collaterali; questo è l’evento che stiamo presentando – ha concluso il vicepresidente – Una ulteriore riprova che ampie e fattive collaborazioni sono capaci di proporre, attraverso l’approfondimento di un tema che riguarda tutti noi come la moda, una occasione per conoscere meglio la società contemporanea”.

 

Sulla stessa lunghezza d’onda la consigliera regionale Valentina Mercanti, vero motore dell’iniziativa: “Sono con voi virtualmente – ha detto, essendo in collegamento video – ma a questo evento ci saremo, non solo per valorizzare la figura di Giorgini, come imprenditore, ma anche per guardare al mondo della moda nel suo complesso, dove dietro ai prodotto finiti c’è sempre e comunque il lavoro delle maestranze e degli artigiani, ci sono coloro che sanno creare il bello. E’ questa la cultura da tramandare ai nostri giovani, è il saper fare che rende grande il nostro Paese”.

 

Ad entrare nel vivo dell’iniziativa Sabrina Mattei, ideatrice e curatrice del progetto: “La mostra si basa su alcuni masterpiece di quegli anni – ha spiegato – realizzati da Schuberth, Ferragamo, Gucci tra gli altri, e sulla restituzione che l’alta moda nascente ebbe sulla provincia italiana. Un punto di vista originale che ha aperto collezioni pubbliche e private non solo toscane e fiorentine, ma anche provenienti dal nord e sud Italia. È il frutto di una rete di collaborazioni, in primis quella con il comitato scientifico, che con grande generosità ha supportato il progetto, certificando la scientificità delle scelte e suggerendo importanti chiavi di lettura. Un tema sugli altri è stato quello di aprire gli archivi delle famiglie della provincia italiana, molto caro alla professoressa Beatrice Romiti dell’Università La Sapienza di Roma, che purtroppo ci ha lasciati prematuramente e a cui sarà dedicata la mostra e il catalogo”.

L’esposizione prevede due tappe, entrambe a ingresso libero: a Forte dei Marmi (Villa Bertelli), città natale di Giorgini, e a Lucca nel Palazzo delle Esposizioni. In collaborazione con Villa Bertelli (che l’anno scorso ha visto un convegno di studi sullo stesso oggetto) e con il Comune di Forte dei Marmi, l’esposizione si tiene a Villa Bertelli da sabato 6 agosto (inaugurazione ore 11) fino a domenica 28 agosto. Successivamente aprirà al Palazzo delle Esposizioni di Lucca, da venerdì 10 settembre (ore 18 l’inaugurazione) a domenica 16 ottobre. L’organizzazione sta lavorando per proseguire la mostra in una sede espositiva fiorentina. La mostra presenta anche un calendario di eventi collaterali e la pubblicazione del catalogo, edito da Franche Tirature, con contributi di: Barbara Borsotto, Paolo Romano Coppini, Andrea Giuntini, Paola Goretti, Sabrina Mattei, Letizia Pagliai, Guido Pautasso.

 

“Siamo fieri di ospitare a Villa Bertelli – ha affermato il presidente Ermindo Tucci – un evento che rende omaggio non solo all’Alta Moda, uno dei più noti e apprezzati settori del Made in Italy, ma anche a un concittadino, che ha avuto la capacità e la lungimiranza di aver contribuito a creare questo affascinante business. Un uomo appassionato, amante del bello e capace di anticipare i tempi, nel nome di una visione, in grado di portare l’Italia ai vertici della moda nel mondo”.

Per dirlo con Antonio Franceschini, responsabile nazionale CNA Federmoda: “la mostra rappresenta una progettualità di sicuro interesse ed originalità, illustrando sia il percorso storico che ha sviluppato il made in Italy che contestualizzando il periodo in cui gli eventi promossi da Giovan Battista Giorgini si svolgevano, sia dal punto di vista economico che sociopolitico; la moda italiana attraverso le sue filiere produttive, ma anche grazie alla sua rilevante rete distributiva rappresenta un inestimabile patrimonio di conoscenze e competenze e per mantenerlo e rinnovarlo, in considerazione dei processi evolutivi, è necessario dedicargli attenzione come sistema Paese”. “Come CNA Federmoda abbiamo da tempo avviato processi in questo senso e portato all’attenzione delle Istituzioni la necessità che il settore venga considerato strategico per l’Italia”, ha concluso.

L’importante è avere di fronte un orizzonte ampio. Come sottolineato da Marco Landi, presidente nazionale CNA Federmoda: “con questa iniziativa, grazie a tutti i soggetti interessati al mondo della moda, dalla scuola alla politica, spingiamo verso il futuro, guardando ai giovani e sostenendo le aziende: la Versilia, come Firenze e la Toscana tutta, è luogo ideale per attrarre e guardare al bello e al saper fare”.

Giovan Battista Giorgini

Unanimemente riconosciuto come colui che diede impulso al Made in Italy nel mondo intuendo per primo l’appeal che la nostra creatività e qualità produttiva nel settore moda potevano incontrare nei consumatori internazionali.

Imprenditore arguto e visionario, seppe trasformare una felice intuizione in una meravigliosa realtà per l’Italia. Fu grazie a lui, al suo ingegno e alle sue capacità, se la moda italiana, fino ad allora considerata dipendente dalla più prestigiosa moda francese, riuscì a diventare grande e a diffondersi nel mondo, trasformando per sempre la percezione che se ne aveva.

Nato a Forte dei Marmi nel 1898, Giorgini aveva intessuto relazioni con gli USA già negli anni ‘20 ma aveva dovuto interrompere i rapporti per la crisi del 1929; riprese le sue relazioni nel secondo dopoguerra, organizzando una mostra itinerante nei più grandi musei americani (Chicago, New York) Italy at Work un’esposizione sul design e l’artigianato italiano che rientrava nelle azioni del Piano Marshall e che aveva fra gli organizzatori la neonata CNA.

Nel 1951 scommise tutte le sue carte sulla possibilità di far conoscere l’artigianato di eccellenza italiano attraverso un “prodotto” unico, la moda italiana espressa dai sarti e dagli stilisti italiani emergenti: organizzò così la prima sfilata di alta moda italiana, invitando i più grandi buyer internazionali a Firenze, per far conoscere i nostri stilisti. La sfilata si tenne il 12 febbraio 1951 a Villa Torrigiani, sua personale residenza fiorentina. Da allora si iniziò a parlare per la prima volta di moda italiana.

Giovanni Battista Giorgini, Bista – com’era conosciuto da tutti – morì ai primi di gennaio del 1971 a Firenze, legando per sempre – e indissolubilmente – il suo nome alla storia dell’alta moda italiana.

 

BOOM! La moda italiana

La mostra espone una vasta raccolta di abiti e accessori d’epoca, pezzi originali provenienti dal patrimonio di alcuni archivi prestigiosi della moda italiana, atelier e botteghe storiche fiorentine quali: Atelier Daphne – Sanremo, Giuliacarla Cecchi – Firenze, Mazzanti Piume – Firenze, Flora Lastraioli – Firenze, Mode Liana Cappelli – Firenze, e anche da archivi privati. Si tratta di abiti e accessori spesso ispirati a quelli che all’epoca sfilarono negli eventi di Giovan Battista Giorgini.

Oltre ai manufatti, saranno presenti documenti cartacei e fotografici, nonché filmati d’epoca (Istituto Luce, Teche Rai). L’esposizione offrirà sezioni sull’alta moda e sul panorama nazionale e provinciale della moda anni Cinquanta con qualche incursione nei primi anni Sessanta.

In mostra saranno esposti anche gli scatti di un grande fotografo di moda: Mario Semprini, la cui figlia Marina ha aperto in esclusiva l’archivio di famiglia. E di Mario Semprini è la foto della modella con un abito di Schuberth simbolo della mostra.

In esposizione anche la Barbie originale del 1959, in omaggio alle donne americane che tanto apprezzarono il nostro Made in Italy.

In una sala, allestita con arredi vintage, saranno proiettati contributi video, restituendo allo spettatore il sapore di quegli anni: si tratta di filmati d’epoca provenienti dall’Istituto Luce e da Rai Teche.

L’esposizione ha anche un intento didattico.

A corredo della mostra, sarà presentato il catalogo, edito da Franche Tirature con i contributi di Barbara Borsotto, Paolo Romano Coppini, Andrea Giuntini, Paola Goretti, Sabrina Mattei, Letizia Pagliai, Guido Pautasso, le foto dei pezzi in mostra e un apparato scientifico che accompagnerà le collezioni esposte.

Le ricerche svolte da Sabrina Mattei e dal comitato scientifico hanno riguardato gli archivi delle case di moda e gli archivi privati.  Per quanto riguarda il materiale fotografico, sono stati consultati archivi pubblici, l’archivio privato del fotografo di moda Semprini e l’archivio del settimanale “Italia Domani”.

Per i filmati le fonti sono l’Istituto Luce (La Settimana INCOM) e Rai Teche.

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